venerdì 18 aprile 2014

2 in 1 giorno forse sono troppi

S she laughed I was aware of becoming involved
in her laughter and being part of it, until her
teeth were only accidental stars with a talent
for squad-drill. I was drawn in by short gasps,
inhaled at each momentary recovery, lost finally
in the dark caverns of her throat, bruised by
the ripple of unseen muscles. An elderly waiter
with trembling hands was hurriedly spreading
a pink and white checked cloth over the rusty
green iron table, saying: "If the lady and
gentleman wish to take their tea in the garden,
if the lady and gentleman wish to take their
tea in the garden ..." I decided that if the
shaking of her breasts could be stopped, some of
the fragments of the afternoon might be collected,
and I concentrated my attention with careful
subtlety to this end.

Bleah... l'amaro che ho in bocca

There must be more to life than this 
There must be more to life than this 
How do we cope in a world without love 
Mending all those broken hearts 
And tending to those crying faces 
There must be more to life than living 
There must be more than meets the eye 
Why should it be just a case of black or white 
There must be more to life than this 

Why is this world so full of hate 
People dying everywhere 
And we destroy what we create 
People fighting for their human rights 
But we just go on saying c'est la vie 
So this is life 

There must be more to life than killing 
A better way for us to survive 
What good is life, in the end we all must die 
There must be more to life than this 

There must be more to life than this 
There must be more to life than this 
I live and hope for a world filled with love 
Then we can all just live in peace 
There must be more to life, much more to life 
There must be more to life, more to life than this

mercoledì 16 aprile 2014

Le belle serate...



Le belle serate
Dove si passa oltre.
Le notti, cantate dai re e
Vissute dai poeti
Tra liquori, distillati, canti e lamenti.
A sentirsi vivi
Dandosi assenti
-che il mondo resta sfera, via! Posso mancare-

E si parla la lingua della vita
 li', appesi al collo del tuo essere donna
Con labbra terribili dentro carne fresca

E parole, suoni che si mischiano,
Fiumi veloci in letti stretti
Angusti loculi del verbo, che
Esplode negli occhi e brilla
Deflagra inconsapevole
Si guarda guardarsi

Le belle serate
Dove si passa oltre
Si cerca di Dio
Per chiudere il giudizio su Adamo
Cadere sulla terra liberi
Zucchero filato, caldo e gonfio
Ragazze di miele, sedute,
 con le gambe schiuse e le bocche rosse

Continua...

martedì 15 aprile 2014

Spleen


Il cranio riverso dal nero vessillo violato
allunga l'ombra sua della sera
greve stagna la pioggia
sul mio vivere uggioso in un eco lontano
latra la belva feroce d'angoscia,
raschiano al suolo le fetide zampe
visi stranieri disegna la nebbia
bagnati d'amaro piacere fugace
Affanno le unghie mie voraci
d'un esistere di cose inesistenti
viscidi sussurri di non essere
riflettono gli sguardi del presente
Taci, nella follia egoista.
Taci, cane soccorso dalla pioggia
che aneli bastardo un nuovo bagnarti
Taci, vigliacco perdono sperato.
Che perdonare non può essere l'innominato.
Taci.

lunedì 14 aprile 2014

Oggi è così...

« Quando, come un coperchio, il cielo pesa greve
schiaccia l'anima che geme nel suo eterno tedio,
e stringendo in un unico cerchio l'orizzonte
fa del dì una tristezza più nera della notte,
quando la terra si muta in umida cella segreta
dove sbatte la Speranza, timido pipistrello,
con le ali contro i muri e con la testa nel soffitto marcito;
quando le immense linee della pioggia
sembrano inferriate di una vasta prigione
e muto, ripugnante un popolo di ragni
dentro i nostri cervelli dispone le sue reti,
furiose ad un tratto esplodono campane
e un urlo lacerante lanciano verso il cielo
che fa pensare al gemere ostinato
d'anime senza pace né dimora.

-Senza tamburi, senza musica, sfilano funerali
a lungo, lentamente, nel mio cuore: la Speranza,
Vinta, piange, e l'Angoscia atroce, dispotica,
pianta, nel mio cranio riverso, il suo vessillo nero. »

mercoledì 9 aprile 2014

Ricordo d'alcool

Avevo così pienamente compreso di non sapere che ora, che torno a capire, ne ho nostalgia.
Indegno di nominar bellezza, fugace malinconico pallore di luna che in uno sguardo spira
Fugaci incupiti, scomparsi nel ricordo d'un immagine, specchi d'anima dolce e leggera
Che nostalgia
Non voglio sapere, desidero, desiderio solamente. Non chi sono, non ciò che specchio ma lo specchio di lei.


martedì 1 aprile 2014

Ecco...

Non Chiederci La Parola

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato. 

Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.