lunedì 17 marzo 2014

Che poi son sempre le solite cose....

L'opacità malinconica di un esistenza unicamente uguale ad infinite altre, già citata e già finita, già malessere da noia, già nostalgico futuro. Nominati da altri, miseri replicanti d'inaccettate castrazioni, senza il nero e senza il fumo affogati nell'ambra. In fondo è uggioso pensarsi infiniti, eppure è la morte che costringe al pensiero e condanna alla noia.

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